Approccio

Giocare, Scoprire, Imparare

Poggio d’ Oro è una scuola progressista nel Sud della Toscana e si ispira a diversi metodi educativi italiani e del mondo.

A Poggio d’ Oro crediamo all’importanza di un ambiente in cui i bambini si sentano sicuri e felici e possano sperimentare la gioia di imparare, guidati dagli insegnanti che li accompagnano.

img
Esplorare

A Poggio d’ Oro i bambini imparano secondo il proprio ritmo, focalizzandosi sull’ esplorazione e seguendo i propri interessi.

Comunicazione

Crediamo che la comunicazione sia fondamentale per lo sviluppo ed incoraggiamo i bambini a partecipare a pieno titolo al loro cammino di apprendimento attraverso una comunicazione aperta

img
Natura

Pensiamo che trascorrere del tempo in natura aiuti i bambini a crescere con fiducia. Ci godiamo a pieno il nostro splendido territorio. Incoraggiamo i bambini a giocare all’ esterno e spesso insegniamo all’ aperto. Utilizziamo anche le aule interne per le attivita’ regolari e per i laboratori rimanendo però sempre connessi con la natura e le stagioni.

Libera espressione, creatività e gioco

La creatività e l’importanza di esprimere se stessi sono al centro della nostra filosofia; il nostro ambiente è uno spazio sicuro ed incoraggiante in cui i bambini sono sempre incoraggiati ad esprimere le loro emozioni.

La creatività dei bambini e degli adulti che lavorano con loro, è alla base di tutta la nostra didattica, è si esprime attraverso contenuti artistici e musicali e con forte propensione al gioco.

img
Didattica

Poggio d’ Oro si impegna a creare esperienze di apprendimento sostenute da esperienze dirette nei campi della matematica, della lingua e della scienza.

Gite e laboratori

A Poggio d’ Oro organizziamo un ampio numero di gite e laboratori inclusi viaggi al mare, in riserve naturali, città culturali e montagne.

img

La nostra giornata è strutturata attorno a dei punti chiave. Crediamo che una strutturazione temporale aiuti i bambini e dia loro un senso di stabilita’ e sicurezza. All’ interno di questo spazio temporale c’è una certa flessibilità in cui teniamo conto dello stato d’ animo di ognuno, del livello di energia e capacità di impegno verso le attività.La scuola inizia alle ore 9:00 e chiediamo ai bambini di arrivare alle 8:45 in modo da iniziare tutti insieme come gruppo.

La scuola formalmente finisce alle ore 16:30

C’e una pausa di circa 30 minuti alle 11,30, dopo la colazione e una di un’ora, alle 14, dopo pranzo.

Ci fermiamo per il pranzo alle ore 13:00 e i bambini hanno circa un’ora per pranzare.

I nostri orari sono deliberatamente flessibili e aperti. Sono sensibili ad entrambe le insegnanti e ai bambini. In alcuni giorni i bambini sono particolarmente interessati a delle attività e le insegnanti preferiscono non disturbarli per una determinata pausa. In altre giornate, i bambini possono essere in generale più stanchi e una pausa anticipata può essere più utile.

La mattinata è principalmente utilizzata per lezioni più strutturate, coprendo le aree chiave di apprendimento come matematica, letteratura, scienza, geografia e storia. La prima parte della giornata normalmente si focalizza sulla matematica e la letteratura. I ragazzi lavorano in piccoli gruppi dalle 9:15 fino alle 10:45, in varie attività. Alcune di esse sono guidate dai bambini, altre dall’ insegnante. Il pomeriggio è dedicato ai laboratori. In più occasioni i volontari nel pomeriggio permettono all’ insegnante di lavorare in brevi sequenze con piccoli gruppi di bambini su aree specifiche di apprendimento.

Quando possibile seguiamo le stagioni, la natura, le festività, gli eventi e i progetti locali ed integriamo attività celebrative per imparare da esse.

Questo permette un approccio olistico, spesso integrando matematica, letteratura, scienze e arte in modo da trasmettere ai bambini la gioia dell’apprendimento.

img
A Poggio d’ Oro vogliamo che i bambini conoscano la società e la comunità in cui vivono. Montalcino e le aree vicine sono conosciute per la produzione di vino. A settembre aiutiamo un agricoltore locale a raccogliere l’uva. Invitiamo un produttore di vino locale a scuola ad aiutare i bambini a trasformare l’uva in vino, mostrando loro la differenza tra il metodo di vinificazione tradizionale (con mani, piedi e bastone) e discutere di come il vino viene fatto oggi. I bambini imparano la scienza della fermentazione e sono incoraggiati a scrivere ed illustrare l’esperienza vissuta.
Più tardi, in autunno, per la festa di San Martino, i bambini imparano a conoscere la tradizione dell’imbottigliamento del vino, momento in cui si scopre il risultato della magia della fermentazione: “a San Martino, ogni mosto diventa Vino!” e ad impegnarsi così nella storia e nella cultura del territorio.La comunità locale si basa anche sulla produzione di olio. In Ottobre aiutiamo un agricoltore locale nella raccolte delle olive ed impariamo anche a conoscere la produzione di olio visitando un frantoio. I bambini sono incoraggiati nuovamente a scrivere ed illustrare quanto da loro vissuto.Durante l’anno facciamo regolari passeggiate nel bosco circostante, collezionando oggetti naturali per l’osservazione, decorazioni o creazioni. I bambini godono della libertà muovendosi entro limiti ragionevoli, beneficiando enormemente dell’ opportunità aggiunta di costruire relazioni e cementare il gruppo. (?)

img
Crediamo in una educazione che non reprima e non costringa. Non siamo una scuola Montessoriana o Steineriana. Vogliamo che i bambini vengano a scuola felici ed energici, pieni di entusiasmo per la gioia di vivere e l’apprendimento e che rientrino a casa dimostrando entusiasmo e soddisfazione per la giornata trascorsa.Crediamo che i bambini abbiano un’innata capacità e desiderio di apprendimento. Lasciati alla loro immaginazione, al gioco, i bambini apprendono costantemente nei modi più diversi, interessanti ed importanti.
Abbiamo anche una forte predilezione per i laboratori. Essi sono sempre designati intorno all’ amore dei bambini per il gioco, sempre sensibili alle loro idee e modellati e diretti dai bambini stessi. Variano durante l’anno per offrire ai bambini una ricca varietà di attività, dall’ arte, alla ceramica, alla falegnameria, allo yoga, la meditazione, le arti marziali, la musica e il teatro. Siamo sempre aperti a idee di nuovi laboratori proposti dai nostri associati, amici o colleghi. Ci sforzeremo sempre di trovare dei laboratori che seguano specifiche richieste o dimostrazioni di interesse da parte dei bambini. Il rapporto che i nostri bambini hanno verso le persone che dirigono questi laboratori è caloroso e interessato.
Puoi leggere dei nostri laboratori qui.

img

Crediamo, inoltre, che tutti i bambini abbiano il diritto di acquisire le competenze di base e una struttura solida in matematica e lettura. Crediamo di poter aiutare i bambini a raggiungere queste basi attraverso una comunità che abbia un approccio amichevole e basato sul gioco.
A tal fine, la prima parte della mattinata è normalmente dedicata a lavori di matematica e lettura. Mettiamo molto impegno nell’ apprendimento attraverso il gioco, individualmente o in gruppi di lavoro.
Il nostro insegnamento risponde al bisogno individuale dei nostri bambini. Allo stesso tempo, la natura dei gruppi di lavoro e l’organizzazione del nostro personale significa che i bambini imparano l’uno dall’ altro. Non insegniamo in base all’età, ma piuttosto in base alle abilità. C’è molta flessibilità nel movimento tra i gruppi in corrispondenza delle conoscenze.

Insegnanti e Bambini

Il nostro compito di adulti e di insegnanti, è quello di dare ai bambini e alle bambine la possibilità di acquisire modi sempre nuovi e diversi di guardare il mondo.

img

Nel bambino è viva una curiosità che lo spinge all’indagine o più semplicemente, che lo porta a mettere alla prova le cose e le persone, per vedere ”che cosa succede se…” “che cosa succede quando…”. Sperimentando direttamente, guardando, analizzando le prime idee, i bambini si sviluppano, si arricchiscono, si modificano. Questo mondo complicato e talvolta ricco di “magie,” è fonte di continui apprendimenti, di elaborazioni da parte del bambino: la Scuolina dà la possibilità ad ognuno di sperimentare il mondo attraverso occasioni significative dove poter mettere in atto le singole capacità, da quelle logiche e intuitive a quelle relazionali.

img

I campi d’esperienza

Tutti i campi di esperienza sono coinvolti in questo percorso perché essi sono considerati come campi del fare e dell’agire, sia individuale sia di gruppo, utilizzati come percorsi di esperienze vissute dal bambino che potrà utilizzare per compiere operazioni fondamentali, quali classificare, discriminare, descrivere, argomentare, interpretare l’ambiente in cui è inserito.

img

I campi di esperienza sono:

  • il sé e l’altro
  • il corpo e il movimento
  • le immagini, i suoni e i colori
  • i discorsi e le parole
  • la conoscenza del mondo

Le attività proposte sono finalizzate al raggiungimento di obiettivi di apprendimento per ogni campo di esperienza e orientate alla costruzione delle conoscenze e allo sviluppo delle competenze.

img

Il nostro percorso

Dall’apertura della Scuolina ad oggi,ci siamo impegnati a favorire ogni attività e esperienza che mettesse in gioco ogni campo di esperienza, seppur a livelli diversi.

1. Il sé e l’altro

  •  Le emozioni vengono sempre ascoltate e viene favorita la loro espressione e manifestazione.
  • Le manifestazioni di rabbia o violenza, come gli scontri fisici e/o verbali non sono mai repressi né risolti dall’educatrice. I bambini sono sempre invitati all’autonomia nella risoluzione degli stessi. Il compito dell’educatrice è osservare e analizzare per capire le dinamiche e le motivazioni che spingono allo scontro e, successivamente, trovare degli strumenti utili alla sua gestione (respirazione guidata e consapevole, movimento libero, espressione musicale e canora…).
  • L’ascolto dell’altro, delle sue esperienze di vita, idee, opinioni, proposte, è sempre partecipe e interessato.
  • Si chiede scusa o ci si abbraccia quando si nuoce in qualche modo a qualcuno. Questo per coltivare sempre sentimenti di amicizia e solidarietà, così da non alimentare, al contrario, sentimenti di orgoglio e senso di colpa.
  • Ci si fanno delle domande e si prova a dare risposte, prendendo costantemente spunto da fatti quotidiani. Si invita alla riflessione sul “perché” delle cose del mondo che ci circonda e di quello interiore (perché i fiori sono colorati…, perché mi sento triste…)
  • Il rispetto dell’altro sta alla base di ogni esperienza e attività. Ognuno è libero di partecipare o meno alle occupazioni proposte, ma viene invitato sempre a mantenere un atteggiamento che non interferisca con il sereno svolgimento delle attività.
img

2. Il corpo e il movimento

  • È favorito il contatto fisico e l’utilizzo del corpo per esprimere emozioni, imparare a vincere sfide e difficoltà, conoscere i propri limiti e sperimentare con serenità sia il piacere che e il dolore, attraverso il movimento libero o semplici giochi guidati.
  • Le coccole sono sempre benvenute, sia per il puro piacere di farle e riceverle, sia per consolarci quando capita qualcosa che fa stare male. L’esperienza del contatto è un aspetto fondante per gli esseri umani.Una carezza, un abbraccio, un gesto di tenerezza sono tutte cose che evocano sicurezza e amore. Il contatto e la vicinanza con una persona trasmettono sensazioni di comfort, facilitano la comunicazione e l’intimità e ci fanno sentire al sicuro.
  • Si invita a fare da soli. La negazione di aiuto da parte dell’educatrice, nel compimento di gesti quotidiani (lavarsi, vestirsi, mangiare…), non è mai mancanza di volontà, ma un gesto consapevole che favorisce l’apprendimento delle azioni ordinarie in autonomia. Ogni bambino e ogni bambina partecipa attivamente alla gestione pratica della scuola (riordino materiali, apparecchiare e sparecchiare, lavare piatti e piccoli tessili, pulire, spazzare, spolverare…)
  • Si incoraggia l’ascolto del corpo e dei propri bisogni e si dà la possibilità di soddisfarli in autonomia; tutto è a portata di bambino: l’acqua per bere è disposta in brocche su tavoli bassi, gli attaccapanni e le scatoline delle scarpe sono facilmente raggiungibili, in bagno ci sono sgabelli per raggiungere i lavandini.

  • I bambini/e vengono guidati al riconoscimento del piacere e del dolore, a localizzarlo e a comprenderlo; ma anche a goderne a pieno (piacere) e a gestirlo con serenità (dolore).
  • Il movimento fisico è incoraggiato e mai ostacolato. Esso viene affrontato sia favorendo il movimento libero in autonomia nello spazio, sia creando occasioni di gioco (imitazioni di animali, giochi di equilibrio, di forza, di resistenza), sia proponendo uscite sul territorio, in particolare nel bosco, dove tutto è naturalmente predisposto all’utilizzo del corpo (greppe da risalire, tronchi che fungono da ponti, alberi dove aggrapparsi e arrampicarsi, sassi dove saltare, acqua corrente da attraversare…)
img

3. Le immagini, i suoni, i colori

  • Le immagini ci accompagnano in ogni istante della giornata e anche il linguaggio della maestra è improntato all’uso delle immagini (non si dirà “bambini, mettete apposto!” ma “bambini! E’ arrivata la fatina che ci ha trasformato in formichine, rimettiamo tutto nelle proprie casette!”).
  • La rappresentazione grafica è usata come strumento che permette di elaborare esperienze vissute, comprendere concetti astratti, esprimere parti del sé.
  • Le canzoni e la musica scandiscono i momenti della giornata, suscitando emozioni e dandoci spunto per trattare o approfondire i vari argomenti.
  • La musica è prodotta direttamente dai bambini, sotto la guida dell’educatrice che educa alla produzione di suoni in armonia e piacevolezza di ascolto. I bambini hanno a disposizione molteplici strumenti musicali, soprattutto a percussione, che introducono al senso del ritmo e del tempo, ma anche alla cooperazione e al “creare insieme”.

  • Il tema dei colori è affrontato attraverso due fasi: la prima di rielaborazione delle conoscenze preesistenti (quali cose conosci di colore rosso? Proviamo a disegnarle utilizzando pastelli, pennarelli, tempere di quel colore?); la seconda di scoperta e esercizio (cerchiamo insieme cose di colore giallo intorno a noi? Usciamo, esploriamo e andiamo a caccia di foglie, fiori, funghi rossi?)
  • I colori vengono “studiati” in tutte le loro sfaccettature. Quando si incontra qualcosa di un particolare colore, non ci si limita a dirne il nome ma ci si sofferma anche sulle sue caratteristiche secondarie (temperatura, croma, profondità…). Questo ci aiuta a sviluppare il senso di una visione più ampia delle cose del mondo.
img

4. i discorsi e le parole

  • I librisono nostri compagni, amici, alleati e ci portano con sé in terre e mondi vicini e lontani, tenendoci per mano.
    La lettura viene proposta durante momenti di raccoglimento della giornata (per esempio, dopo il pranzo), quando i bambini sono più rilassati e aperti all’ascolto. Le parole sono sempre accompagnate da esempi, domande, mimica e animazione. Leggere -e ascoltare una lettura- è uno strumento che serve per meglio interpretare il mondo e le sfide che ci attendono, è aprire la mente; con essa ogni pensiero diventa più ampio, più ricco, ogni persona diventa più ricettiva perché è lei che trasforma le parole in immagini personalizzate.
    Inoltre la lettura educa al linguaggio, alla corretta espressione grammaticale e all’arricchimento del proprio vocabolario linguistico.
  • Il linguaggio e le parole utilizzate sono sempre chiari, comprensibili e grammaticalmente corretti. Si fa attenzione all’uso di parole e di frasi che siano il più possibile comprensibili e si arricchisce ogni giorno il vocabolario di parole nuove, spiegandone il significato e facendone un uso sistematico per farne comprendere a fondo il significato.
  • I discorsi non sono mai troppo lunghi né troppo stringati, in modo da poter essere seguiti e ascoltati; il tono è calmo e tranquillo così che i bambini possano apprendere per imitazione ad utilizzare un modo di parlare che risulti efficace nel processo di comunicazione
  • La nostra scuolina ospita bambini che hanno origini in diverse parti del mondo e che, di conseguenza parlano lingue straniere. L’inglese (e talvolta il francese) vengono correntemente utilizzate, sia nella lettura, sia nella musica che nei discorsi quotidiani, anche grazie alla presenza di volontari multilingue.

5. La conoscenza del mondo

  • La naturaè la nostra principale insegnante, poiché essa non è solo un sano ambiente di vita, ma un ambiente d’apprendimento all’interno del quale potersi incamminare nella conoscenza del mondo, di sé e dell’altro, e crescere integri nel corpo, nella mente e nello spirito. Per questo, la maggioranza delle attività è svolta all’aperto, nello spazio esterno alla scuola o nel territorio circostante

  • Le attività che vengono proposte sono tutte spunto di conoscenza del mondo che ci circonda: stimolano interrogativi e arricchiscono l’individuo di competenze e conoscenze. Il semplice fare i biscotti insieme, ad esempio, oltre che essere un momento di gioiosa condivisione e a permettere l’affinamento della manualità, ci consente di discutere sulla provenienza delle materie prime che utilizziamo (la scoperta che la farina è un prodotto del grano che cresce nei campi che ci circondano, ad esempio), sulle reazioni che un materiale ha, se viene sottoposto a calore o a manipolazione o se viene mescolato ad altri materiali, sulle tradizioni culinarie dei popoli e tanto altro ancora.

  • Nella scuolina è attivo un progetto di volontariato da parte di alcuni ragazzi africani richiedenti asilo. I ragazzi prestano servizio di volontariato affiancando direttamente le educatrici;

partecipano alla gestione della scuola, interagiscono attivamente con i bambini, con i genitori e con gli esperti volontari che collaborano con essa, affiancandoli durante i loro laboratori.
Il contatto con bambini e adulti di etnie diverse apporta diversi benefici per la crescita dell’individuo che sono ribaditi anche ufficialmente dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Il multiculturalismo è una risorsa e non certamente una barriera. Entrare in contatto con realtà differenti, stimola il bambino “aprendogli la mente” e favorendo un maggiore apprendimento e uno sviluppo migliore della sua personalità.
E’ importante saper educare il bambino al rispetto dell’altro, indipendentemente dalla sua provenienza. I valori che una scuola multiculturale ha più chance di trasmettere, sono fondamentali e si chiamano pari opportunità, giustizia ed equità.La societàsi appresta a essere sempre più multirazziale e così anche il mondo del lavoro e delle relazioni sociali si preparano a far propria la risorsa di nuove culture.
I benefici dell’interculturalità, quindi, non si mostrano solo nel presente ma sono le basi necessarie per un futuro migliore per tutti.

Laboratori

Durante tutto il corso dell’anno sono organizzati dei laboratori gestiti da volontari esperti.

Laboratori attivi

  • teatro
  • inglese
  • l’orto sinergico
  • laboratori di ceramica e terra cruda
  • pittura
  • laboratorio del sapone
  • laboratorio della cera
  • laboratorio del legno
  • vendemmia e vinificazione
  • riciclo
  • uncinetto
  • laboratori di cucina
  • aikido e respirazione guidata
img

Laboratori futuri

  • psicomotricità
  • i popoli del mondo-ieri e oggi
  • le feste nel mondo
  • i fiori e le erbe
  • piante tintorie
  • equitazione
  • yoga
  • danza indiana
  • giocoleria
  • il ciclo dell’acqua
    e tanto altro…

Conclusioni

“Partendo da situazioni di vita quotidiana, dal gioco, dalle domande e dai problemi che nascono dall’esperienza concreta, i bambini cominciano a costruire competenze trasversali quali: osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare i significati, chiedere spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni, cogliere il punto di vista degli altri in relazione al proprio, nelle azioni e nelle comunicazioni.
Il compito degli insegnanti è quello di rendere i bambini gradualmente consapevoli della ricchezza potenziale della loro esperienza quotidiana e sostenerli nel processo di sviluppo delle competenze e nei loro primi tentativi di formalizzare le conoscenze, di aiutarli e indirizzarli a costruire le prime immagini del mondo e di sé che siano coerenti e significative, a percepire e coltivare il benessere che deriva dallo stare nell’ambiente naturale.” (indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia).

Il bambino che “vive” la scuola dell’infanzia, diventa un bambino competente perché, come afferma la pedagogista bolognese Paola Vassuri, “…ha messo le mani sulla terra, l’ha osservata e si è fatto un’idea di essa, ha annusato i fiori, li ha sfiorati e strappati e ha espresso curiosità ottenendo informazioni; ha ascoltato le storie lette ed ha scoperto il piacere della narrazione e il valore dei segni grafici; giocando ha condiviso, si è strattonato con altri, ha imparato a negoziare e ha fatto sue le dinamiche sociali; ha provato paura, rabbia, gioia; ha conosciuto le emozioni dentro di lui e ne ha fatto pennarelli per colorare le sue esperienze, si è visto perduto-abbandonato ed ha sperimentato la rassicurazione per affrontare nuove esperienze, ha provato il dispiacere di separarsi per ritrovare e ritrovarsi protagonista di legami affettivi importanti.”

Educare non è riempire un secchio,
ma accendere un fuoco (William B. Yeats)